Il rover da esplorazione nato alla Sapienza: un po’ robot, un po’ sonda

  12 Dicembre 2018  >   Accadeva a MFR · Progetti

Dalla ricerca degli studenti dell’Ateneo un dispositivo che si muove e riconosce gli ostacoli

E’ la simulazione di una sonda terrestre, ispirata a quelle lanciate dalle agenzie spaziali internazionali sugli altri corpi celesti, in particolare su Marte. E’ un rover da esplorazione in grado di muoversi autonomamente, di raggiungere obiettivi e svolgere particolari funzioni, a seconda di ciò che gli viene comandato. Tutto questo è Small Scout Rover Project, dispositivo che si muove sia da solo che comandato a distanza dalla ground station (un computer), che sa riconoscere quando si presentano ostacoli, che fornisce dati di sensoristica. Che si può ricaricare grazie a due pannelli solari e che può anche catturare immagini e video da una telecamera.

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credits www.facebook.com/SapienzaAerospaceStudentAssociation/

Com’è nato Small Scout Rover Project

Per raggiungere questi obiettivi, il team è a partito da una base con cingoli prefabbricata, sulla quale è stata montata la struttura elettromeccanica, interamente progettata e stampata in 3D dai membri della squadra.  Il rover è gestito dal single-board-computer Raspberry Pi3 ( in pratica un computer che monta un sistema operativo Linux) a cui si può accedere collegando la ground station allo stesso wifi cui esso è connesso. 

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credits www.facebook.com/SapienzaAerospaceStudentAssociation/

I sensori

I sensori più importanti presenti sul rover, sono  i sensori di distanza: 2 in totale, uno davanti e uno dietro, trasmettono costantemente la distanza registrata con dei segnali ad ultrasuoni. Con un’opportuna funzione, se il rover è in movimento e se questa distanza diminuisce oltre un valore minimo, è anche in grado di fermarsi e cambiare strada. L’IMU (Inertial Measurement Unit), un complesso di sensori costituito da un accelerometro, una bussola e un giroscopio, cui si aggiunge un sensore di temperatura) permette al rover di capire in che modo è orientato e verso che direzione si sta muovendo. Il pan-tilt e il servo-driver sono l’insieme della struttura e dei controlli che sorreggono e dirigono la telecamera in ogni direzione. Essa può essere diretta in alto o in basso e a destra o sinistra, attraverso l’impostazione di due servomotori (motori ad angolo programmabile), con un’apertura per entrambe le direzioni di 180°. La telecamera (12 MP) poi in grado di catturare immagini e videoed inviarli in tempo reale alla ground station. 

Libera associazione culturale

Il progetto è stato sviluppato dalla Sapienza Aerospace Student Association (SASA), gruppo formato da studenti dell’Università La Sapienza di Roma, promossa e voluta dal Consiglio d’Area di Ingegneria Aerospaziale. Una libera associazione culturale in cui ciascuno può proporre le proprie idee, tutti sono ascoltati nelle loro esigenze ed aiutati a sviluppare le proprie idee, in cui si conoscono nuove realtà ed opportunità di crescita personale e professionale e in cui  c’è scambio di conoscenze, competenze e abilità.

Un po’ di storia

LSapienza Aerospace Student Association si forma prima come AIAA Student Branch, presso l’American Institute of Aeronautics and Astronautics e poi come associazione culturale a ottobre 2012 con l’obiettivo di dare agli studenti la possibilità di sviluppare le proprie idee ed approfondire argomenti di interesse tramite seminari, convegni, visite guidate, laboratori. Tra le esperienze di punta, offre la partecipazione a gruppi di lavoro che gareggiano in competizioni internazionali: questa attività permette ai ragazzi di progettare un sistema ingegneristico complesso in tutte le sue fasi (ideazione, progettazione, testing), produrre report preliminari e critici per il committente e testare in volo il sistema, utilizzando metodologie professionali ed applicabili nel mondo del lavoro e della ricerca. 

 

IN COLLABORAZIONE CON NINJA.IT