Realtà Aumentata e Realtà Virtuale per ridurre paura e stress!

  19 Settembre 2018  >   Curiosità · Flash · Ultime notizie

Due startup, Brave Potions e Tommi, in grado di trasformare l’esperienza medica in qualcosa di magico e rassicurante

 

I ricercatori hanno iniziato a fare esperimenti con la Realtà Virtuale (VR) come terapia per il dolore e per ridurre lo stress già durante gli anni ‘80. Ma solo negli ultimi anni, con sistemi di VR più piccoli, leggeri e confortevoli, si è iniziato a pensare di usare questa nuova tecnologia in modo più diffuso. In modo analogo, nei diversi anni anche la Realtà Aumentata (AR) è entrata sempre più in diversi campi.

Qual è la differenza tra VR e AR?

Nella Realtà Virtuale ci troviamo ad indossare un visore per immergerci in un mondo interamente costruito da oggetti virtuali. Nella Realtà Aumentata, invece, grazie a schermi trasparenti adatti (come sul Microsoft Hololens) o usando la videocamera del nostro smartphone, elementi digitali vengono aggiunti all’ambiente reale, aumentando la quantità di informazioni con cui possiamo interpretarlo.  

Come possono essere impiegate la Realtà Aumentata e la Realtà Virtuale per supportare i bambini durante le cure mediche?

Brave Potions è la startup che “trasforma la medicina in magia” attraverso la Realtà Aumentata con l’obiettivo di aiutare i bambini (e chissà se anche qualche adulto, in futuro) a non aver paura del dottore, di aghi, siringhe e dei diversi trattamenti medici. In questo modo si migliora nettamente la collaborazione del bambino con il medico e il momento della visita o della degenza diventa un momento magico da trascorrere insieme a  “Dottor Pozione”.

 

Dottor Pozione e i suoi amici

 

Come funziona Brave Potion?

 

 

L’app è scaricabile gratuitamente qui e, ad oggi, il servizio di SuperPoteri è stato adottato in oltre 600 studi odontoiatrici, 3 ospedali e alcuni centri prelievi.

 

Tommi, invece, è il primo progetto della startup Softcare Studios, che utilizza la Realtà Virtuale per ridurre lo stress, l’ansia e dare sollievo ai bambini ospedalizzati tra cui quelli oncologici. Tommi è presentato come un gioco in grado di aumentare l’aderenza della terapia dei piccoli pazienti e distrarli dalle emozioni negative durante il ricovero, coinvolgendo anche i genitori in sessioni collaborative Il gioco inoltre è progettato per testare le capacità psicomotorie dei bambini, fornendo ai medici dati utili a monitorare le loro performance in risposta alla terapia ed eventualmente adattare la stessa alle loro condizioni.

 

Il videogioco Tommi

Come funziona Tommi?

 

 

Si attende ora la prima metà del 2019 quando sarà lanciata la versione definitiva pronta per essere commercializzata.

Per trasformarsi in ninja, fata Lilla, Ultravolt ed altri personaggi e conoscere Alberto Piras, l’ideatore di Brave Potion, o per indossare il visore, giocare con Tommi e conoscere Valentino Megale non perdete l’appuntamento con Maker Faire Rome dal 12 al 14 ottobre 2018 alla Fiera di Roma!

 

di Lia Alimenti, ricercatrice DASIC, Link Campus University.