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"La Catapulta"

L'obbiettivo del gioco è abbattere sei bersagli, “I Cavalieri”, lanciando dei dadi in legno con la catapulta, solo dopo aver abbattuto tutti e sei i cavalieri, che bloccano con un meccanismo il settimo bersaglio, sarà possibile abbattere anche quest'ultimo, Il RE, e completare il gioco.
La Catapulta ha un ingranaggio a “coppia conica” per il puntamento della stessa.

Italy



Massimiliano Aiazzi

Mi chiamo Massimiliano Aiazzi e sono nato nel 1968, precisamente il 23 Agosto.
Dopo aver fatto la scuola d'obbligo e parte delle scuole superiori ad indirizzo Elettronico Industriale, ho lasciato tutto per dedicarmi alla “musica”, unica grande passione della mia vita.
Per circa trenta anni ho militato nel campo musicale dalla composizione ai concerti fino al fonico e Backliner, ma l'incontro con il pianista di Domenico Modugno, M. Marcello Faneschi, ha dato la vera svolta.
Una collaborazione nata più di venti anni fa, e tutt'ora in essere, dalla quale ho imparato l'arte della composizione musicale dedicandomi infine alla scrittura di “musica sinfonica” per colonne sonore.
Quando poi mi sono accorto, con rammarico, che la musica che scrivevo non era più adatta per il mondo moderno ho deciso di cercare un'altra strada.
Ho sempre considerato la musica un gioco, un modo per dare sfogo alla creatività, sempre per gioco una mattina, trovandomi tra le mani un vecchio telefono, da cui poi ho creato una lampada da tavolo, mi è venuta l'idea di aprire “La Bottega delle Idee”, un posto dove la creatività potesse sfogarsi in tutte le sue forme. La manualità è sempre stata parte integrante della mia vita e quindi ho cercato di metterla a frutto.
La creazione di oggetti in legno di recupero ha iniziato subito a dare i suoi frutti sia in termine di interesse verso il pubblico sia in termine di soddisfazione personale.
Ma sentivo che c'era qualcosa che mancava ancora alla mia bottega.
Con il tempo, ho iniziato a creare i primi “giocattoli” molto semplici fino a quando un giorno, spinto dalla passione per il periodo “rinascimentale” e soprattutto per il genio di Leonardo Da Vinci, ho voluto creare un gioco che sfruttasse qualche ingranaggio Leonardiano... E' nata dopo qualche mese di lavoro “La Macchina a Elastico F=kδ”, un automodello spinto dalla forza di un paio di elastici e l'ingranaggio a “Lanterna” di Leonardo.
La fantasia ha preso il volo! Da li ho iniziato a pensare a giochi più complessi e quando ad un mercatino dell'usato ho visto un vecchio “flipper” si è accesa, come si dice, la lampadina.
Dopo qualche mese il primo flipper “7° Quadrante” era pronto.
A quello sono seguiti poi il flipper “Il Castello” quello de “Il Drago” e “La Catapulta”, sempre tutti realizzati a mano con legno di recupero o scarti di falegnameria, e ispirati in gran parte agli ingranaggi di Leonardo.
Trascrivo di seguito un articolo che mi ha fatto un giornalista sul blog “www.solobellestorie.it” dal titolo “Si potesse fare una botteghina” che riassume nel migliore dei modi “La Bottega delle idee”.

Nel centro di Scarperia non c’è che l’imbarazzo della scelta per chi vuole sapere tutto, ma proprio tutto, sulla produzione di coltelli; i cosiddetti ferri taglienti, una tradizione che si tramanda dal ‘400 in questo piccolo borgo del Mugello.
Ed è stata proprio l’insegna Fabbricanti di Ferri Taglienti ad attirare la mia curiosità. Una volta avvicinato alla bottega artigiana è stata però un’altra insegna a colpirmi: un foglietto appeso alla grata della finestra che indicava “La bottega delle idee riciclo e creatività”.
Pochi passi in direzione di un suono che, poco a poco, da sgraziato si faceva limpido e mi trovo a sbirciare in una stanza che affaccia sulla strada, dove c’è un uomo che soffia dentro ad una strana tromba.
“Avanti, entra pure e non far caso alla confusione”. Nasce così la scoperta di quel genio creativo che corrisponde al nome di Massimiliano Aiazzi.
“L’è una tromba fatta con un tubo da elettricista, canna per innaffiare, un pezzo di bottiglia e un tappo, ma suona eh? Con un po’ di pazienza suona e anche bene. Senti…”
Un brano improvvisato, mentre mi guardo intorno e non riesco a trovare un ordine logico alle cose: appendini che diventano scolapiatti, giradischi che si trasformano in orologi da parete, un’arpa ricavata dalle lattine diventate cassa armonica.
“Ma chi sei?” chiedo un po’ stranito all’uomo.
“Un compositore, un artigiano, un creativo, un bambino… scegli tu” mi risponde con quell’accento toscano che fa impazzire i turisti di mezzo mondo. Ed è così che comincia un gioco tra le parti.
“Bambino” gli dico.
“Alle invenzioni, ai giochi ci sono affezionato. Lo vedi questo flipper? Non lo venderò mai, anche se ho impiegato tre mesi per farlo. Spesso lascio anche qualche lavoretto per andare avanti a completarlo. E non t’offende, ma questo non te lo lascio fotografare, altrimenti me lo copiano”.
È un flipper rinascimentale quello che mi mostra Massimiliano, dove con un complicatissimo percorso della pallina – in legno come tutti gli altri componenti del gioco – si abbatte il drago e si conquista il castello.
“L’idea m’è venuta mentre sfogliavo un libro con la figlia della mia compagna e mi è apparso il drago di San Giorgio. Ci giocano i bambini che vengono qui tutti i pomeriggi”.
Come? Chiedo un po’ stupito.
“Si, i bambini vengono in bottega e si mettono a giocare con le mie creazioni. Ho messo una legge: si posa il cellulare, si risponde solo se sono i genitori a chiamare, e si gioca. Cosa c’è di più bello che lavorare attorniato da bambini che giocano?”
Vado avanti: “Creativo”.
“Che ti devo dire. Mi è sempre piaciuta la manualità, a farmi il letto e l’armadio da me. Guardare un oggetto, partendo dalla prospettiva contraria, ribaltandolo e scoprire che può ancora e sempre servire. Vedi quel telefono? Schiacci il pulsante dei numeri e diventa una lampada”. E così per ogni oggetto che anima la bottega di Massimiliano, come un divano ricavato da due lettini provenienti da un cassonetto dei rifiuti.
“Ma quando hai aperto?”
“Senti, qualche anno fa mi sono trovato in una fase non proprio bella della mia vita e, una sera, a tavola con babbo e mamma mi venne da dire: Madonnina, si potesse fa’ una botteghina… Qualche giorno dopo un amico d’infanzia del mio babbo mi fece vedere queste stanze e me le affidò. Era il 2014 e la bottega l’ho aperta in settembre, per il Diotto”.
Il Diotto è il Palio di Scarperia, che cade appunto Di otto, l’8 settembre, per festeggiare la fondazione della città avvenuta in quel lontano giorno del 1306.
“Ci vestiamo tutti con gli abiti del Medioevo e io, in quell’occasione, misi fuori i primi giochi che avevo inventato. In un giorno facemmo più di quattrocento partite, contate a clessidra”, confida Massimiliano.
“Artigiano” incalzo.
“Sono la soluzione allo standard. – spiega tra il divertito e il poliedrico – Da me si trova dalla bischerata per fare un regalo, come questa piccola cabina da mare portatovaglioli, al fratino che mi hanno appena commissionato e che deve entrare in uno spazio preciso della casa e lì deve stare. All’Ikea non si troverà mai quella precisa dimensione”.
Mentre Massimiliano accoglie un cliente, curioso su internet per scoprire qualcosa di più e vien fuori che lui è davvero un compositore: ha scritto le musiche originali di un film (Dieci ragazze), ha accompagnato uno spettacolo teatrale dal titolo intrigante come Le partiture bacchiche; ha suonato, alle tastiere, non più tardi di un paio di mesi fa, a Firenze con Don Backy.
“Compositore” gli dico.
“Ho suonato tanto al Conservatorio, ma non mi hanno mai aperto” cerca di liquidare con una battuta.
“Ho le prove” ribatto.
“Si, sono un compositore ma con la musica classica non si campa, purtroppo. Ed è per questo che mi sono reinventato, ma la musica resta la mia vita, non posso farne a meno. Mi basta il rumore di un cacciavite in un barattolo per pensare: senti come suona bene”.
Svelato il mistero della quantità di strumenti musicali fatti con materiali di riciclo gli chiedo: ma non puoi mettere in piedi una piccola orchestra?
“Ci ho pensato e avevo anche proposto alle scuole un progetto – Non ti butto ma ti suono – per coinvolgere i ragazzi, poi la burocrazia ci ha messo il solito zampino ed è rimasto lì”. Ma si può sempre fare.
Massimiliano è davvero tutto questo – un compositore, un artigiano, un creativo, un bambino – e anche qualcosa di più: una persona che fa bene al tempo in cui viviamo, perché riesce a tenere insieme la gioia di creare e la saggezza di non sprecare, guardando semplicemente un oggetto dal fondo.
Me ne vado con una cornice dove lui ha teso semplici corde e agganciato delle mollette per il bucato: tre decine di euro per un piccolo capolavoro di design e di memoria.


Stand E2 (pav. 9) - Massimiliano Aiazzi

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Dati aggiornati il 04/12/2018 - 10.56.27

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